LA
NOSTRA STORIA

Il gruppo "storico"
Il Corpo
Musicale «Giuseppe Verdi» di Cucciago fu fondato nel
1905 per iniziativa della locale Società di Mutuo
Soccorso. Dopo pochi anni di apprendistato,
si organizzò in un vero e proprio complesso, si dotò di
uno statuto e provvide al finanziamento delle spese
relative alla sua attività musicale, raccogliendo, tra
gli abitanti, adesioni e fondi. 
Il suo repertorio, che è sempre stato ampio e vario,
veniva presentato in paese in occasione della grandi
feste, in piazza Roma o in piazza V Giornate: spesso il
compenso era un fiasco di vino e
. molte
congratulazioni.
Il complesso si esibiva anche fuori Cucciago,
raccogliendo medaglie, diplomi e consensi. Memorabili
furono: una medaglia doro vinta a Saronno ed un
primo premio riportato a Como.
Quando venne la guerra, il Corpo Musicale sospese la sua
attività e nel 1942 si vide costretto a consegnare in
Comune divise, strumenti e spartiti. La banda fu così,
per forza di cose, costretta a sciogliersi.
Nel 1946 tentò di ricomporsi, ma una serie di
difficoltà e di contrasti lo impedirono.
Il Corpo Musicale di Cucciago si ricostituì nel 1977,
grazie ad un gruppo di ragazzi che, insieme ai promotori,
intraprese lo studio e la pratica musicale, allo scopo di
restituire alla comunità locale quel meraviglioso
strumento di comunicazione popolare che è la banda.
A presiedere la rinata formazione fu incaricato il sig.
Gaetano Valtorta. Dintesa con i vecchi
musicanti, si decise di continuare a chiamare il
complesso con il nome di: Corpo Musicale Giuseppe
Verdi, per ridare continuità ad un organismo che
aveva rappresentato, per il paese di Cucciago,
lespressione più genuina di unanima popolare
ricca di musicalità e che offriva momenti di grande
partecipazione e socializzazione.

La rinascita
Dal 1980 il complesso bandistico
è diretto dal maestro Marco Gerosa. Una guida sicura,
che alla competenza musicale associa la capacità di
stabilire un legame spontaneo con i musicanti, ponendoli
nella condizione di poter sviluppare le proprie migliori
attitudini.
Da alcuni anni la formazione degli allievi è affidata a
Gabriele Molteni (per gli ottoni) e ad Alessandro Perini
(per le ance). Con il
loro importante contributo, la scuola di musica ha potuto
individuare precisi percorsi formativi che sono
periodicamente verificati, mediante una prova di
valutazione. Questa verifica consente di accertare se
lallievo sia in grado di affrontare i successivi
livelli di formazione. Ciò ha comportato una maggiore
responsabilizzazione dei giovani e dei ragazzi che si
apprestano ad entrare nellorganico del complesso
bandistico.
Il presidente della banda è Gianni Marelli, mentre il
segretario economo è Matteo Maspero. Il gruppo musicale
si è affiatato nel corso degli anni. Ciò ha
determinato, allinterno della formazione, lo
svilupparsi di un clima di grande serenità e
collaborazione, in cui ciascuno si adopera non solo nella
pratica musicale, ma anche nel fornire il proprio
contributo alla vita associativa. Un contributo, sul
piano organizzativo e logistico che, per molti anni, è
stato offerto da Ettore Tagliabue.
Vorremmo, infine, ricordare alcuni amici che hanno
percorso con noi un pezzo della storia del rinato Corpo
Musicale Giuseppe Verdi: dai musicanti
storici del primo dopoguerra, che accudirono,
negli anni ottanta, la rinata formazione con lo stesso
amore con cui i nonni guardano ai loro giovani nipoti; al
presidente sig. Carlo Terraneo, di cui non potremo mai
dimenticare la grande generosità. E come potremmo poi
dimenticare i musicanti che ci hanno lasciato, in
particolare il grande Mauro Del Fante. Essi accompagnano
i nostri passi con grande discrezione, ma noi li sappiamo
ascoltare.

Ricordo di Angelo Borghi
Sfogliando
un album di fotografie spesso si ha loccasione di
notare come ad alcune persone si affianchi un oggetto con
una frequenza così serrata da diventare luno la
naturale prosecuzione dellaltro.
Angelo Borghi e il
suo basso tuba stanno davvero bene in una foto. La
riempiono, e non solo per le loro forme tuttaltro
che esili. La riempiono di entusiasmo, di senso di
responsabilità, di altruismo, di capacità a
volte - di sacrificarsi per il gruppo. Così come
dovrebbe fare un buon nonno, un buon padre o un buon
amico, con le persone a lui care; così come dovrebbe
fare un buon basso tuba allinterno di una banda.
Chi a Cucciago ha avuto la possibilità e come non
averla, visti i 40 anni di Servizio che Angelo ha
prestato al Corpo Musicale G. Verdi e, più
in generale, alla vita sociale cucciaghese di
raccogliere le note gravi del suo ottone non riesce più
ad immaginarsi un Angelo Borghi con un esile ottavino o
un elegante fagotto. Perché ogni strumento ha una
propria personalità, e la personalità del basso è
quella giusta per "l'Angiul macelar" da tempo
in pensione con la musica nel sangue. Il basso, con poche
note guida, ritma, permette a questa piccola orchestra,
che è la Banda, di restare nel tempo della
partitura, lasciando agli altri lonore di
esprimersi e di esaltarsi: una sorta di
allenatore
in campo!
Con i suoi 77 anni magnificamente portati Angelo non può
che ritagliarsi, anche senza volerlo, questo spazio, alla
luce soprattutto delle sensibilità che porta nel cuore.
Innanzitutto uno spirito di servizio verso la comunità
cucciaghese che non si aspetta mai applausi o
congratulazioni: la tradizionale Piva natalizia per le
vie del paese, ad esempio, nasce da una
"tradizione" avviata da suo padre e coltivata
da lui, in questi anni, con quella carica di giusto
entusiasmo che lui per primo ravviva con i suoi consigli.
Anche allultima vigilia di Natale, quella del 2007,
quando confida scherzando ma non troppo che
il suo ottone sembra pesare di più rispetto
allanno prima, ma è molto contento dei numerosi
bambini e ragazzi che portano un saluto in note alle
famiglie cucciaghesi. I suoi occhi in particolare
brillano per il piccolo nipote, futuro trombettista
male di famiglia? - , del quale con genuina
soddisfazione un venerdì sì e laltro pure
- racconta agli amici bandisti i progressi ottenuti
nellapprendimento. E molto contento per un
testimone che trova una mano che lo raccoglie.
Sarà così? Inutile rispondere, ora, perchè la
tristezza che ci riempie il cuore è grande come il vuoto
che la sua improvvisa scomparsa ha lasciato
allinterno della nostra banda.

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