Mauro Del Fante

Mauro Del Fante ci lascia, prematuramente, la sera del 28 marzo 1991, all'età di 24 anni.

Studente al DAMS di Bologna, ha ormai superato l'esame dell'ottavo anno del corso di pianoforte. Oltre ad accompagnare all'organo i canti della liturgia, Mauro suona la tromba, fin dalla più tenera età, nel locale complesso bandistico "Giuseppe Verdi".

Prima di lasciarci lavorava ad un progetto importante: riportare le voci maschili all'interno della corale parrocchiale e, con la formazione vocale al completo, preparare i canti per la prima celebrazione eucaristica a Cucciago del suo amico e coetaneo don Stefano MARTIN, la cui ordinazione sacerdotale era ormai prossima. A testimonianza della sua raffinata cultura e passione musicale, ricordiamo che Mauro si proponeva di preparare la corale all'esecuzione del Sicut Cervus di Giovanni Pierluigi Da Palestrina. La corale accettò la sua sfida, portò a compimento il suo progetto e, da allora, si chiama "Corale Mauro Del Fante".

Il musicista preferito da Mauro è Johann Sebastian Bach; la sua passione per l'arte organaria è altrettanto grande.

Ecco come lo ricorda don Validio FRACASSO, prevosto della parrocchia di Cucciago.

"Mauro era un giovane alto di statura, fisica e morale. Possiamo dire che lui volava alto davvero: non era possibile coinvolgerlo in questioncelle di piccolo cabotaggio. Sulla vita e sul mondo aveva uno sguardo intelligente e sottilmente ironico, pervaso di senso dell'umorismo. Non mi ricordo di averlo mai visto arrabbiato, anzi sul suo volto si poteva riscontrare sempre un lieve sorriso che, indubbiamente, sgorgava dal profondo del suo essere che riposava in una grande pace fatta di armonia e di luce. Suonare l'organo o gli altri strumenti per lui era l'ambito premio degli studi cui si dedicava. Possiamo ben dire che è brevemente apparso sul cielo di Cucciago come una stella di primaria grandezza, lasciando dietro di sè una scia luminosa, prima di tuffarsi nell'immensità degli spazi divini".

Mauro non ha avuto il tempo di scrivere grandi partiture ma, passando tra noi, senza troppo esitare, ha avuto tutto il tempo di mostrarci, con la sua semplice dedizione alla vita familiare, con il suo amore per lo studio, con il suo rigore intellettuale, con la sua disponibilità agli altri, un grande insegnamento di vita. E cos'è la musica senza la vita ! Anche alzando il volume ai nostri strumenti, si capisce lontano un miglio se le nostre corde non vibrano per amore.